Le vie mediterranee dell’icona cristiana

Icone del Museo Nazionale di Belgrado 

Lo scambio delle mostre Da Fattori a Morandi e Le vie mediterranee dell’icona cristiana tra due istituzioni cosi importanti come la Pinacoteca della Provincia di Bari e il Museo Nazionale di Belgrado non ha soltanto valore per gli addetti ai lavori. Si potra cosi ammirare, da una parte, la col-lezione Grieco, comprendente cinquanta opere di pittori appartenenti al movimento toscano dei mac-chiaioli e di alcuni dei maggiori artisti italiani del XX secolo, e dall’altra, una collezione di icone italocretesi. E questo, delle icone italo-cretesi, un fenomeno d’arte specifico del XV secolo, espres-sione dell’intreccio di due culture diverse, quella dell’Europa orientale, e precisamente la greca, e quella dell’Europa occidentale, innanzitutto italiana. Ed e anche una chiara prova delle nuove esi-genze culturali e artistiche della Jugoslavia d’oggi. 

Queste intenzioni si possono individuare in due processi fondamentali, che nell’ultimo periodo si sono intensificati. Dopo il periodo di isolamento internazionale che e durato quasi un decennio e che ha colpito soprattutto la cultura e l’arte, si nota una cooperazione sempre piu intensa delle istituzioni jugoslave con i loro partner nel mondo. Cooperazione che tocca molti campi dell’attivita creativa, dal-l’arte del passato a quella contemporanea, e che e fondata sullo scambio non soltanto di mostre (come in questo caso), ma anche di visite fra artisti locali e stranieri. II secondo processo richiede che la nostra cultura ritorni efficace come era un tempo ed e stata per secoli (anche se con minori o maggiori interruzioni) e riprenda un ruolo importante nella comunita civile dell’Europa edelmondo. Uno dei modi per avviare questi processi e proprio quello di mostrare le collezioni delle opere d’arte create dal peculiare intreccio delle culture di queste terre, come e avvenuto da secoli – sin dai tempi della nasci-ta della cultura europea, e in questo caso concreto quella bizantina, con la fondazione del primo stato serbo. La collezione di icone italo-cretesi custodite nel Museo Nazionale di Belgrado e uno dei migliori esempi di uno scambio culturale di lunga data, nonostante gli eventi politici e i confini sta-tali all’interno dei quali queste icone venivano prodotte fossero molto mutevoli. 

In questa occasione, la collaborazione tra Belgrado e Bari nell’ambito di un progetto espositivo museale ha messo in luce un’autentica necessita di conoscersi su nuove basi, cosa che ha reso pos-sibile portare all’esterno opere importanti che appartengono al patrimonio dell’arte mondiale, a dimostrazione che le opere create qui hanno un alto valore artistico, e che e fondamentale che il mondo le conosca. Siamo sicuri che anche cosi si puo mettere in evidenza, nei confronti del pubbli-co sia locale che internazionale, il cambiamento della politica culturale che si e avuto in Serbia e in Jugoslavia, e che si realizza oggi, anche se questi ne sono solo i primi passi.

Jovan Despotović
Viceministro per la cultura del Governo della Repubblica di Serbia 

Narodni muzej, Beograd, La Collezione Grieco, Pinacoteca Provinciale, Bari, 2001-2002